Domande frequenti
Le domande che ci fanno più spesso
Comprese quelle scomode.
Quanto costa la verifica?
Niente. La verifica preliminare è gratuita e non ti impegna. Se in seguito decidi di affidare un incarico a un avvocato, sarà lui a indicarti i costi per iscritto e in anticipo, prima che tu decida qualsiasi cosa.
Siete uno studio legale?
No. RimborsoRetta è un servizio di informazione e orientamento. Non forniamo consulenza legale e non rappresentiamo nessuno. Quando la posizione lo giustifica, ti mettiamo in contatto con avvocati indipendenti che si occupano di questa materia, e da lì il rapporto è direttamente tuo con il professionista.
Posso avere problemi con la struttura dove si trova il mio familiare?
È il timore più diffuso, ed è comprensibile. La verifica che fai qui è riservata e non comporta nessuna comunicazione alla RSA: la struttura non viene a saperlo. Se più avanti deciderai di fare qualcosa, sarà l'avvocato a spiegarti in concreto cosa comporta, prima che tu decida.
Mio padre è mancato. Ha ancora senso guardare la posizione?
Sì. Cambia chi può agire — subentrano gli eredi — e servono i documenti successori, ma la posizione non sparisce con il decesso. Nella verifica puoi indicarlo e ne teniamo conto.
Basta avere una diagnosi di Alzheimer per avere diritto a qualcosa?
No. La diagnosi da sola non è sufficiente, e nemmeno il semplice fatto del ricovero in RSA. Occorre verificare il quadro clinico complessivo: la gravità e lo stadio della malattia, la necessità di cure sanitarie continuative e l'impossibilità di separarle dall'assistenza residenziale. È per questo che contano i documenti, non solo la diagnosi.
Serve per forza il PAI (Piano Assistenziale Individualizzato)?
Il PAI è un elemento molto utile alla valutazione, ma la sua assenza non esclude automaticamente la posizione. Se il resto della documentazione (cartella clinica, diario, schede terapia) dimostra la necessità di cure sanitarie continuative, si può ragionare lo stesso. E se il PAI non è mai stato redatto quando la condizione lo richiedeva, anche questo è un dato rilevante.
Ho firmato un impegno di pagamento con la struttura. Non conta più nulla?
Non necessariamente. La giurisprudenza ha chiarito che, quando le cure sanitarie sono prevalenti e inscindibili dall'assistenza, il diritto alla salute prevale sul contratto sottoscritto all'ingresso. Il contratto va comunque letto: è uno dei sei documenti chiave.
Posso chiedere qualcosa anche per le rette pagate anni fa?
In molti casi sì, entro i termini di prescrizione applicabili e purché sia disponibile la documentazione. Le somme già versate negli anni precedenti, in presenza dei requisiti, possono essere richieste indietro, in alcuni casi con gli interessi. Il termine preciso dipende dal tipo di azione e lo indica l'avvocato: è uno dei motivi per cui conviene non rimandare.
Non ho quasi nessun documento. È inutile che provi?
Al contrario: è la situazione più comune. Quasi tutti i documenti che contano sono in mano alla RSA, all'ASL o all'INPS e si possono richiedere. Se ti manca la parte essenziale, la verifica ti dice esattamente cosa chiedere e a chi.
La struttura è privata e non convenzionata. Cambia qualcosa?
Sì, e in modo decisivo. La verifica riguarda le rette delle strutture accreditate o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale: è lì che le prestazioni sanitarie sono a carico del SSN e che si può discutere di chi debba pagare la retta. Una struttura privata non accreditata resta fuori da questa iniziativa, e il modulo te lo dice subito. Prima di rispondere «no», però, controlla: molte strutture private sono accreditate o convenzionate almeno per una parte dei posti letto, e di solito risulta dal contratto, dalla carta dei servizi o dal sito della RSA.
Quanto tempo ci vuole?
Non lo sappiamo prima di aver visto i documenti, e diffida di chi ti dà una risposta precisa senza averli letti. Dipende da quanto è completa la documentazione, dall'ente coinvolto e dal percorso che si sceglie.
La stima che mi mostrate è quello che riceverò?
No, e su questo vogliamo essere netti. La stima è solo un ordine di grandezza di quanto è in discussione: la retta che ci hai dichiarato, riportata su base annua e sul periodo di ricovero. Non è una previsione di esito e non è una somma che qualcuno ti sta promettendo.
Chi vede i dati che inserisco?
I dati servono a valutare la posizione. Le informazioni sulla salute sono trattate con il tuo consenso esplicito e vengono comunicate a un avvocato del network solo se lo autorizzi espressamente, con un consenso separato che puoi negare senza perdere la verifica. Il dettaglio è nell'informativa privacy.
Come vi finanziate, se la verifica è gratuita?
Il servizio è sostenuto dal contributo di adesione dei professionisti che fanno parte del network. Non riceviamo alcuna percentuale su quanto eventualmente ottieni, e non ti viene addebitato nulla in nessuna fase.
Devo per forza rivolgermi a un avvocato che mi indicate voi?
No. Puoi usare il riscontro della verifica e portarlo a un avvocato di tua fiducia. Il senso del servizio è farti capire come sei messo, non vincolarti a qualcuno.
Posso interrompere e riprendere dopo?
Sì. Le risposte restano salvate sul tuo dispositivo mentre compili, così se chiudi la pagina non devi ricominciare. Se preferisci cancellarle, basta svuotare la verifica dall'ultima schermata.